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Next Stop Rogoredo

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A fianco al boschetto di Rogoredo ci sono passato per anni, quando andavo alle superiori, avevo anche due compagni di classe che abitavano a Rogoredo e, essendo anche ripetenti, avevano giù dalla quarta la patente. Così gli chiedevo di accompagnarmi in stazione dove prendevo la metropolitana e in una fermata ero a San Donato riuscendo a prendere il pullman prima. Essendo loro della zona facevano un giro strano, in pratica da via San Dionigi arrivavano sulla via Sant'Arinaldo e passavamo sotto il ponte della tangenziale per trovarsi la stazione sulla destra. A sinistra, nel percorso, c'era quello che quasi trent'anni dopo sarebbe diventato un inferno sulla terra. Ho letto più volte le cronache relative a quel luogo in questi anni, sempre con la domanda di come possa essere possibile l'esistenza di un luogo simile. La risposta è più semplice di quello che sembra ed è contenuta anche nel libro: "Siamo dei disperati. Ma almeno siamo tutti qui, ci buchiamo in questo pos...

IO SONO IL POTERE

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Lavoro nella PA dal 2002, ho sempre ricoperto ruoli molto vicini al livello decisionale maggiore, sia in ambito amministrativo che in ambito tecnico, mi sento di poter dire di aver visto abbastanza bene dove e come avvengono quasi tutte le scelte decisionali prese nella amministrazioni per le quali ho lavorato. Questo libro non fa altro che certificare che il meccanismo è il  medesimo, ampliato rapportato al livello raccontato quindi quello relativo alle scelte nazionali, purtroppo in maniera molto più sfacciata, soprattutto perché gli interlocutori sono quegli elementi dell'amministrazione sui quali, in fondo, si basa il principio della democrazia rappresentativa. E', purtroppo, una amara constatazione di quanto è già visibile ad un occhio più attento. Si parla sempre di riforme ma il tutto, visto da dentro, ha un significato assai diverso. Capita quindi di trovare tante chiavi di lettura rispetto a domane poste anche a questioni quotidiane. Si capisce quindi che il termine ri...

IL NOSTRO AGENTE ALL' AVANA

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Ho letto questo libro diversi anni fa ma nei giorni scorsi mi è prepotentemente venuto in mente mentre stavo lavorando e una personalità ha preso la parola per fare un intervento. La capacità oratoria unita ad un ottimo esercizio di retorica mi ha catapultato in una situazione di altri tempi. Se si aggiunge poi che, nel bel mezzo del discorso, un fragoroso scampanio che dai diversi campanili indicava mezzogiorno, sotto un caldo sole, costringeva la personalità che rappresentava proprio il governo dell'isola dove è ambientato il libro a fermarsi giratosi verso l'alto prelato ha chiesto: "manca tanto?". Mi sono sentito catapultato nelle storie dei romanzi ambientate a Brescello nell'immediato dopoguerra. Paragone che ho confidato ad una nota firma nazionale presente e che ha puntualmente usato come introduzione al suo articolo del giorno dopo. In qualche modo una guerra è stata combattuta anche qui e, come in tutte le guerre, un po' di propaganda è stata fatta. ...

NEL MIRINO di Azad Cudi

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Questo libro mi è stato regalato da un amico che poi è diventato un collega, più precisamente il mio capo. Ho sempre sentito parlare della questione del popolo curdo, non ho mai avuto occasione di approfondirla.  Devo essere sincero, è stata una lettura lunga, il tempo a mia disposizione non è molto, devo dire però che è riuscito ad attrarre la mia attenzione e, appena avevo un momento, andavo a leggermelo. E' un libro difficile, non per il linguaggio ma per i contenuti. Non è un romanzo, è la realtà, scritta da chi l'ha vissuta, senza atteggiamenti eccessivi, senza scendere in particolari che possano esaltare aspetti relativi alla mentalità militare nonostante stesse combattendo contro uno dei peggiori nemici degli anni 2000. Si entra nella mente dello scrittore, per quanto possa essere possibile seduti comodamente in poltrona. Si riescono a intravedere il luoghi per come sono descritti e si respira l'aria polverosa delle rovine e dei detriti. Averlo letto in un periodo do...

Fase -2

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 http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/styles/860x600/public/field/image/home_DSC00033.jpg?itok=G6Wga2HG Dopo due mesi è arrivata la tanto attesa Fase 2. Sembra che il contagio sia quasi azzerato, in realtà in Lombardia si registrano ancora nuovi casi. Però si va avanti, il tessuto sociale e produttivo sta cominciando a risentire dello stop forzato. E anche le persone, negli ultimi tempi tanti sono stati gli episodi di esuberanza, si cominciavano a intravedere comportamenti difficili da gestire. La ripresa è sicuramente un dato positivo, tuttavia per chi non si è mai fermato può avere qualche effetto inatteso. Il periodo è stato lungo e, in un modo o nell'altro era quasi diventata la normalità. Si viaggiava su strade libere, pochissime macchine, pochissimi pedoni, nessuno in giro. Nei periodi di massima allerta gli unici frequentatori delle strade eravamo noi, le ambulanze in sirena, ed i carri funebri. Non era normale, ma dopo un po' ci siamo abituati anche a questo...

La Sera di Pasqua del Coronavirus

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E' la sera di Pasqua, le mani mi fanno male, sono rosse. L'ultima partita di guanti non è delle migliori, sarà anche il caldo ed il conseguente sudore. Quasi ci si abitua a questa situazione, anche se c'è poco da abituarsi. La stanchezza comincia a farsi sentire. Le sirene molto meno che nei giorni scorsi, insieme alle notizie di un calo dei contagi. La gente sta cominciando a uscire di nuovo, è più attrezzata, quasi tutti hanno la mascherina, quasi tutti hanno un buon motivo, secondo loro, per uscire. Se solo potessi farlo io, di rimanere in casa con mia moglie ed i miei bambini lo farei volentieri. Più passa il tempo e più mi rendo conto, che ho rischiato e che sto tuttora rischiando la vita. Non ho scelto di fare l'eroe, non lo sono e non lo sarò nemmeno mai.  Niente inseguimenti, indagini e altre suggestioni degne delle peggiori fiction delle tv populisti di bassa lega, posto che qualcuno ci chiama ancora Vigili Urbani e che per la legge siamo più o meno polizia amm...

Il Luogo del Silenzio

Mercoledì mattina, chiama il Sindaco: alle ore 11 ci aspettano in Ospedale, dobbiamo verificare la situazione per l'installazione dell'ospedale da campo. Va bene arrivo. Dico al collega: mi ha chiamato il Sindaco, devo andare in ospedale perchè devono montare un ospedale da campo. Mi guarda e abbassa le braccia.  - Ma proprio là dovete andare, non potete trovarvi nel piazzale? - Boh, può darsi che sia così, però non ci posso fare niente, ci devo andare. - Mi raccomando, stai attento e non toccare nulla. - Va bene. Metto la mascherina, i guanti ed il cappello e tanta ansia. Mi avvio e quell'immobile imponente, anni, '60 che vedo la sera quando vado a casa e gli passo vicino per osservarlo da lontano adesso è la mia destinazione. Le persone che devo incontrare sono là fuori, vedo un gruppo di camici bianchi, alcuni con i monouso, tutti con le mascherine chirurgiche. Qualcuno dice che non servono a niente. Loro hanno quelle. Io ho una FFP3, la uso da quando è ...