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24 NOVEMBRE 1938

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La vita frenetica, gli impegni, i bambini, le preoccupazioni e le responsabilità ci fanno vivere come se fossimo in apnea, passano le settimane, passano i mesi e le stagioni, passano gli anni, e te ne accorgi quando il tuo primo figlio ti arriva al petto e per alzarlo, quasi non ti devi più abbassare. Così come gli altri due, per i quali quasi non riesci a percepire i passaggi tanto sono repentini, da un giorno all'altro li senti parlare, fare frasi complete ed esprimersi come i grandi. Però ci sono dei momenti in cui è necessario fermarsi, pensare, fissare e anche ricordare.  Perché purtroppo delle persone non ci sono più nella vita reale, ma fortunatamente, non c'è modo di cancellarle nei pensieri quotidiani, così come tutti i giorni non riesci a pensare come sarebbe stato, cosa avresti potuto fare, se fossero ancora lì. Oggi avrei voluto tanto accendere queste due candele, fare una fantastica festa, ridarti tutto l'affetto che nella tua vita hai saputo donar...

Ciao Darko

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Veramente, non so da dove cominciare a raccontare questi 9 anni che abbiamo passato insieme. Parto dalla fine, dal fatto che sono qui a scrivere e non sento più il tuo respiro che controllavo con la coda dell'occhio nell'angolo a sinistra, sotto la libreria dei bambini. E mi manca, mi manca non sentirlo e non vederti. La prima volta che ti ho visto, vale a dire la prima volta che sono uscito con Dany, non avevo idea di chi fossi e di cosa volesse dire vivere con te. Ricordo però che una delle prime cose che mi disse Dany fu che se prendevo lei avrei preso anche te. E così è stato.  Diciamo la verità, il nostro rapporto è stato a fasi alterne, tra alti e bassi. Io ho invaso i tuoi spazi, sono arrivato e ho dettato subito delle regole. Ci abbiamo messo un po' ma poi abbiamo trovato i nostri spazi ed i nostri ruoli.  Tu spesso hai cercato di mettermi alla prova ma io non ho ceduto e sono rimasto fermo, nel mio ruolo e nelle mie convinzioni. Ti ho trattato per quello...

AVVOLTOI

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La mattina in macchina ascolto spesso "Attenti a quei due" su radio 24, nel tratto di strada da quando lascio i bambini a quando mi chiama mia moglie e riusciamo a parlare senza (più o meno) essere interrotti. Una mattina ho sentito la intervista-promo fatta da Mario Giordano di questo libro e mi ha incuriosito. Andato in libreria con l'intenzione di comprarlo, ho subito desistito quando ho visto il prezzo ed ho valutato che non avrei voluto finanziare un autore che, fino a prima di questa intervista, non mi aveva mai minimamente attratto. Tuttavia ho, da qualche tempo, trovato una sorta di "apertura" anche solo conoscitiva, rispetto a mondi diversi dai miei ideali, così ho provato a vedere se fosse presente nel catalogo della biblioteca. La ricerca ha dato presto esito negativo sennonché, dopo qualche giorno, ricevo la telefonata dalla biblioteca che mi comunica che è arrivato il libro che avevo chiesto. Ho letto il libro ma già dalla premessa ho v...

ALTRO GIRO ALTRO REGALO

Dopo mesi di "consultazioni" venerdì 1 giugno si è insediato il nuovo Governo, formato da due schieramenti che parlano alla "pancia" delle masse, con tanti slogan e tanta comunicazione (non che prima stesero sempre zitti) molto diretta. Sono curioso di vedere quali saranno i primi atti che si affretteranno a fare, le premesse sono orientate verso i problemi dell'immigrazione e della sicurezza, sempre declinati molto vicini, come fosse una cosa sola. Sono allo stesso tempo interessato a capire se e come cambierà l'approccio nelle manifestazioni di piazza, quelle poche che ancora ci sono, con la nuova linea dettata dalla politica tanto sperata dai "ranghi". Temo che poche saranno le risposte ai bisogni veri e di più ampio respiro perché in una situazione di equilibrio precario dove il collante è derivato dal dover portare a casa un governo piuttosto che andare a casa, nessuno credo abbia la voglia di investire sul futuro ma, al contrario, si ce...

GENERAZIONI

Come hanno fottuto i trenta/quarantenni Questa mattina, nonostante fosse sabato, mi sono svegliato presto. Mi sono messo a leggere qua e là ed ho trovato questo articolo. L'ho letto con molto interesse anche se non condivido molto lo stile, soprattutto gli intercalari di parole poco educate, utilizzate pensando di dare un peso diverso che però, a mio avviso, finiscono per infastidire chi legge. Condivido però i contenuti, perchè è vero, ci hanno rubato il futuro, e io, i "ladri" li identifico molto bene, nelle due generazioni che ci hanno preceduto, vale a dire i sessantottini ed i post sessantottini. I primi sono quelli che, a loro dire, hanno combattuto delle battaglie "sacrosante", in nome della libertà ma che poi si sono trasformati nella "Milano da bere" degli anni '80, quando sono arrivati al potere e si sono guardati bene dal cambiare le regole, perchè sì, è proprio così, il potere logora chi non ce l'ha (celebre ...

IL DISOBBEDIENTE

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Avevo sentito da tempo di questa vicenda, l'avevo anche postata sul mio profilo Facebook. Poi è successo il deragliamento del treno delle Ferrovie Nord a Pioltello ed io, il lunedì dopo, sono stato a Milano in libreria. In realtà ero alla ricerca di un altro libro, quello che sto leggendo ora, che riguarda la dipendenza dalla tecnologia. Trovato quello (con non poca fatica) mi sono messo a girare gli scaffali dove non so perché, c'era questo libro che mi guardava e, soprattutto, mi aspettava. L'ho preso immediatamente e, tornato a casa, l'ho letto tutto d'un fiato. Era da tempo che ciò non avveniva, non c'erano molti argomenti che riuscivano a coinvolgermi così tanto. I miei soliti testi (quelli che raccontano di indagini, di biografie di investigatori e simili), non riescono ad avere più l' appeal di una volta. Sarà per la mia disillusione per quel mondo che ho tanto desiderato ma che, quando anche in maniera marginale, ho toccato, mi ha dimostra...

SETTE

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Sette. Come le candele, come l'anno che si è appena chiuso. Le candele sono la luce, quella centrale è quella di Betlemme, arrivata fino a qui con gli Scout, arrivata a casa nostra per caso, perché doveva arrivare.  Ero a casa di mia sorella per far incartare il mio regalo per Daniela, e sono arrivati i ragazzi a consegnarla. Ce n'era una anche per noi. Voleva entrare anche in casa nostra. Le luci siamo noi, i presenti e quelli che speriamo siano sempre con noi, da lassù. Anche se sarebbe stato meglio fossero ancora qua con noi. Sono oramai tanti gli anni passati da quando se ne sono andati, 6 e 5, non ci si abitua mai, si impara a convivere con il vuoto. Un vuoto che non può essere sostituito, può essere riempito dalla quotidianità, con le sue difficoltà ma soprattutto con le sue gioie. Per me le gioie sono almeno 4, i miei 3 figli e mia moglie. Faccio fatica a inquadrare in maniera nitida quest'ultimo anno che abbiamo appena chiuso, non saprei come gi...