Venerdì




E finalmente è venerdì, giorno che in realtà è fisicamente sempre provante, perché si parte la mattina presto per il lavoro, che di solito dura mezza giornata, poi ci sono tutti gli impegni della famiglia.
C'è la spesa e poi ci sono gli sport dei bambini, molto impegnativi perché c'è la piscina di Marco ed il Karate di Matteo, uno dietro l'altro.

La piscina è bellissima per Marco, è una gioia vedere quando esce dalla vasca e ti dice "Papà è stato bellissimo, mi sono divertito tantissimo ed ho messo la testa sotto l'acqua", poi di corsa la doccia, asciugare i capelli e fuori. 
La fatica è rimanere svegli sulla tribuna, con una temperatura prossima ai 25 gradi ma con una umidità vicina all'80%. 
Quando esci dalla piscina e passi a 4°C senti le ossa che ringrinziscono. Però devi correre a casa, perché sono le 18.40 e alle 19.00 Matteo deve essere a Karate. 
Allora arrivi di corsa, scendi nel corsello, fai salire Marco in ascensore e aspetti che scenda Matteo. Con li di corsa in palestra, lo cambi, gli metti le scarpe e lo sistemi per fare in modo che entri in modo ordinato. 
Poi stai lì, un'ora, senza guardare e senza farti vedere. Non si assiste agli sport dei bambini rimanendo a guardare, io voglio che lui sappia che io sono fuori ma senza essergli sempre addosso.
Torni a casa verso le 20.15 e porti giù il cane, alla fine riesci a mangiare che sono le 20.45.

Ma è venerdì, puoi provare a liberare la mente da tutto quello che ti è successo durante la settimana, tutti i pensieri e le preoccupazioni, le rimandi alla domenica pomeriggio, dove cerchi di rinviarle alla mattina dopo, ma la notte ti svegli e ci pensi. 
Però ora è venerdì sera, i bambini sono a letto, Daniela dorme sulla poltrona, la mia famiglia è qui, ho già fatto il giro a controllare i bambini, ho spento le stelle di Matteo, la luce del letto di Marco ma non ho voluto spegnere la musica classica per bambini di Spotify che ho lasciato a basso volume a Riccardo, voglio che lo culli ancora un po.

Io provo a raccontare ancora qualcosa, questo spazio mi piace sempre di più, è sempre più mio, è sempre più il mio rifugio, il mio sfogo e sento sempre più la voglia di frequentarlo, di viverlo e di scrivere. Nelle orecchie ho Tiziano Ferro, non è che mi piaccia particolarmente, ma oggi, mentre ero a pranzo con due miei colleghi, quelli con i quali vado condivido quotidianamente i pranzi, ho sentito la canzone "Ti scatterò una foto", e quando la sento mi ricordo la finale del Grande Fratello del 2007, che avevo seguito con mia Mamma, per farle compagnia, per condividere con lei quel momento. E mi viene in mente il ballo da due concorrenti, in un giardino ventoso con una ripresa dall'alto ed il sottofondo di questa canzone.

Oggi però è anche la giornata della memoria, quella che vuole ricordare una follia del genere umano. E proprio oggi ho trovato una notizia che mi ha lasciato sconvolto, in Russia, la violenza familiare non sarà più reato. 
Questa notizia insieme a quella del ragazzo africano che si è suicidato gettandosi in acqua a Venezia mentre c'era qualcuno che lo insultava o lo derideva dicendogli "Africa" mi mettono in una sempre maggiore sfiducia nel genere umano. 
Questa cosa veramente mi spaventa, faccio fatica a credere che il mondo nel quale cresceranno i miei figli sarà popolato da queste persone, che non si vergognano di dire e di accettare cose come questa. 

Proprio oggi che ricordiamo l'aberrazione del genere umano.

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